venerdì 26 settembre 2008

Esiste un posto dove la natura dell’uomo viene pressoché annientata, dove l’uomo diventa bestia (e certe volte ciò non sarebbe nemmeno negativo!!), dove il contatto umano diventa spallata. Non vi sto parlando di carceri o di lager, sto parlando dell’Ipercoop.

E parlando dell’ipercoop parlo di tutta quella serie di posti marziani che passano sotto il nome di centro commerciale. Ma volete mettere com’era più bello e umano quando la spesa si faceva all’alimentari? Si conosceva la persona che si aveva davanti, si facevano due chiacchiere, si diventava quasi amici. Ma il mondo è cambiato, si è un mondo difficile, è un mondo cattivo, felicità a momenti e destino incerto. Quando la vita mi costringe ad entrare in questi posti vengo immediatamente investito da un senso di terrore, dato da cosa, non so...poi quando ci si va accompagnati da una ragazza.....AIUTOOOOOOOOOO

Dentro questi luoghi satanici mi ritrovo spesso ad osservare la gente, nei miei vari anni di militanza son riuscito a suddividere l’essere da supermercato in ? categorie:

- il prototipo da supermercato: questa razza la riconosci subito, perchè quando si trova nel centro commerciale si sente nel suo mondo, questo luogo è il suo habitat naturale, lo riconosci subito perchè sorride. Prende il centro commerciale come un luogo di svago, oserei dire come un passatempo, è colui che quando non sa cosa fare si reca in questo luogo e ne trae godimento. E’ domenica e piove? Lui va al centro commerciale, magari non ha da comprare una sega, ma è uguale, si aggira sorridente tra scaffali e negozietti guardando tutto il ben di dio che potrebbe acquistare. Ma non deve comprere una mazza!!! Ma il vero malato è quello che ci rimane a cena. Si, ci sono persone che, alla chiusura dei negozi si recano nella zona ristorazione e ci passano la serata. Ogni commento mi pare superfluo ma vi posso assicurare che di prototipi da centro commerciale ce ne sono tanti e si aggirano tra noi come delle persone normali.

- la moglie padrone: questa è composta solitamente dalla moglie padrone e dal marito sfavato. La moglie padrone la riconosci perchè si aggira con la sua lista della spesa e perchè impartisce ordini al marito sfavato come un generale delle SS. Fa correre il marito da uno scaffale all’altro a prendere le cose. Le più specializzate riescono a guidare il marito con il solo sguardo. Si riescono a telecomandare il marito con il solo movimento degli occhi. Il malcapitato si fa un culo come una cesta per accontentare ogni desiderio della moglie, a volte accenna un principio di reazione che sfocia però in semplice bubbolio. Lui mai e poi mai vorrebbe andare a fare la spesa, magari di domenica, ma il mondo gira così le donne comandano e gli uomini ubbidiscono. Gente non vi sposate perchè l’ipercoop di domenica è una delle cose più terrifficanti che vi possono capitare nella vita. Ogni commento mi pare superfluo ma vi posso assicurare che di mogli padrone ce ne sono tante e si aggirano tra noi come delle persone normali.

- il prezzista: la ricerca del prezzo più basso è la sua vita, il 3x2 è il suo motto, il giornalino delle offerte la sua bibbia. Si aggira nel centro commerciale con in mano le statistiche di tutti i supermercati della città, in uno compra il pane perchè costa meno, in uno compra i detersivi perchè costano meno, in uno compra la verdura perchè costano meno. Passa la sua giornata a confrontare prezzi e acquista solo cose convenienti e scontate ed il fine di tutto questo non è risparmiare, perchè a ma forza di fare anvanti e indietro da un supermercato e l'altro ci rimette in benzina, bensì vantarsene. Si perchè poi racconta fiero alla gente storie del tipo “sai ieri ho comprato i peperoni a venti centesimi il chilo, erano di plastic..... ma però!”. Se gli dite che in un posto li avete pagati meno perde la testa, rischia la crisi di nervi, quindi abbiate pietà di loro, sostenete a accondiscendetegli, fategli i complimenti quando vi raccontano le loro imprese. Ogni commento mi pare superfluo ma vi posso assicurare che di prezzisti ce ne sono tanti e si aggirano tra noi come delle persone normali.

- la vecchina nana: la razza più temuta. Dalla tenera età di diciottoi anni, diciamo da quando ho passato il metro e ottanta ho il terrore di imbattermi nelle persone basse che si aggirano nel supermercato. Le vedi che passano le ore davanti a un prodotto posto sullo scaffale più alto in attesa della vittima, si perchè quando individuano una persona di statura normale la bloccano e con aria innocente le dicono “bel giovine, lei che è così alto potrebbe cortesemente prendermi la carta igienica che io non ci arrivo? Ma poi vorrei sapere perchè mettono le cose così in alto!”. Io invece vorrei sapere perchè devono sempre spaccare le palle a me per prendergliela. Si perchè una volta va bene, due anche, ma passare dieci anni a prendere la carta da culo ai nani non va più bene. Quindi un consiglio, se vedete delle persone al di sotto del metro e sessanta ferme e che si guardano intorno cambiate corsia! Ogni commento mi pare superfluo ma vi posso assicurare che di vecchiette rompi-balle ce ne sono tante e si aggirano tra noi come delle persone normali.

- il Plin Plon… «Attenzione, prego. Il piccolo Matteo attende la mamma al Box Informazioni. Ripeto. Il piccolo Matteo attende la mamma al Box Informazioni». I bambini che si perdono nei centri commerciali sono i peggiori… E soprattutto hai mai visto le facce delle loro mamme? In genere sono signore che arrivano davanti al box abbastanza trafelate, dopo aver girato in lungo e in largo l’intero supermercato alla ricerca della creatura, (tanto da sapere la collocazione di tutti i prodotti, meglio di qualunque addetto alle vendite!!! ;) ) … La cosa più strana è che cercano il figlio al reparto ORTOFRUTTA o vicino al bancone della MACELLERIA. Ora mi domando e dico.. Ma se dovete inventarvi storie di aeroplani che decollano da non-so-dove e atterrano nelle loro fauci, solo per fargli mangiare due carote lesse…se dovete tagliare la carne in tanti piccoli quadratini e farli passare per pecore di un gregge al solo scopo di far assumere al vostro bambino un po’ di proteine… Secondo voi, se vostro figlio si allontana, va propriolì??? All’interno di un qualunque centro commerciale, i marmocchi possono essere in due posti: 1) comodamente seduti davanti al televisore a guardare un DVD di un cartone animato, 2) davanti alla Playstation… Gli altri reparti NON LI CONOSCONO!!! Non sanno nemmeno che esistono! Ma peggiori delle mamme sono i NONNI. La mamma arriva al box informazioni TRAFELATA. Il nonno giunge SUDATO marcio, con l’ascella pezzata (sia d’estate che d’inverno) e il fazzoletto in mano per detergersi il sudore dalla fronte. La mamma parla a singhiozzi, ma si riesce a capire quello che dice. Il nonno è AFONO: la voce gli è scomparsa a forza di urlare il nome di suo nipote «MATTEOOOOOOOOOOOOOOO!!!» . La mamma ha un volto leggermente arrossato. Il nonno è BIANCO, no direi piuttosto VERDE… Sì, non so perché ma la loro faccia assume questa tonalità… Ogni commento mi pare superfluo ma vi posso assicurare che di Plin Plon, di mamme trafelate e di nonni privi di deodorante ce ne sono tanti e si aggirano tra noi come delle persone normali.

- Quelli che " l’ipermercato si compone di un solo scaffale". Credono che le uova siano accanto ai detersivi, che lo yogurt sia vicino allo shampoo e che il latte fresco si possa conservare ovunque, tranne che nel reparto frigo… Secondo me, la persona che compila la loro lista della spesa NON deve scrivere un semplice elenco - latte, uova, prosciutto, insalata, biscotti- ma deve corredarlo anche di indicazioni tipo… APPENA ENTRI, A DESTRA, prendi il latte. PROSEGUI A SINISTRA, DAVANTI ALLE CASSE, ci sono le uova. VAI AL REPARTO ORTOFRUTTA e compra un cesto di insalata, ecc. ecc. Anzi, meglio ancora… Ti immagini una planimetria dell’ipermercato con la scritta «VOI SIETE QUI»? Ahahahah

Potete prendere quello che ho scritto come un’ analisi sociologica o come uno sfogo personale, anzi eliminate la prima ipotesi e prendete queste due righe solamente come uno sfogo personale.

Che aggiungere..........BUONA SPESA!!!!

Ps. Ecco a voi il grande Giuseppe Giacobazzi che racconta, dal suo punto di vista, quel posto chiamato IPERCOOP.......


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